FUNZIONE DI EQUILIBRIO E DI PREVENZIONE DELLA FASCIA ADDOMINALE

I muscoli dell’addome costituiscono un sistema il cui tono-trofismo assolve diverse funzioni importanti. Infatti, oltre a garantire la tenuta dei visceri e contribuire ad una corretta meccanica respiratoria, hanno un ruolo determinante nell’ equilibrio del bacino in quanto, i muscoli che vi si inseriscono, possono indurre un movimento rotatorio comportandosi come una coppia di forze (stabilità posturale).

I muscoli flessori del tronco e gli estensori della coscia tendono a ruotare il bacino in retroversione, quindi hanno un’azione delordizzante per la colonna lombare. Al contrario, i muscoli estensori del busto ed i flessori della coscia, tendono a far ruotare il bacino in antiversione, quindi hanno una lordosizzazione per la colonna lombare.

Per tanto la prevalenza del trofismo o di accorciamento di un gruppo muscolare sull’ altro può determinare la riduzione o l’accentuazione della lordosi lombare.

L’ azione preventiva o di normalizzazione posturale della situazione anatomo-funzionale della lombo-sacrale dovrebbe seguire due direttive principale:

  • Mantenere sempre forti i muscoli Addominali, Glutei ed Estensori delle cosce sul bacino in quanto portano il bacino in posizione di retroversione (azione delordosizzante)

In questo la lordosi lombare tende ad attenuarsi ed i carichi discali vengono scaricati in maniera ottimale su tutta la superficie delle vertebre.

Il rafforzamento deve essere effettuato con contrazione completa (flessione completa del tronco) e stiramento incompleto (estensione incompleta del tronco). Con questa modalità esecutiva i muscoli tenderanno, anche a riposo, ad accorciarsi con permanente funzione di retroversione del bacino;

  • Allungare e mantenere elastici i muscoli Quadrato dei lombi, Erettori Spinali, Psoas iliaco e Quadricipite femorale in quanto contrastano la retroversione del bacino (azione lordosizzante). Pertanto oltre gli esercizi di stretching va attuato un rafforzamento muscolare con esercizi per gli estensori del tronco eseguiti con contrazione incompleta (estensione incompleta del tronco) e stiramento completo (flessione completa del tronco).

Va tenuto presente che una cintura addominale opportunamente rafforzata permette di scaricare circa il 40% del peso gravante sulle vertebre lombari.

Equilibrio del bacino sul piano sagittale

I muscoli flessori del tronco e gli estensori della coscia tendono a ruotare il bacino in retroversione, quindi hanno un’azione delordosizzante per la colonna lombare. Al contrario, i muscoli estensori del tronco ed i flessori della coscia tendono a far ruotare il bacino in antiversione, quindi hanno una azione lordosizzante per la colonna lombare.

Scarico delle forze agenti sulla colonna vertebrale attraverso la fascia addominale

Una fascia addominale opportunamente rafforzata permette di scaricare circa il 40% del peso gravante sulle vertebre lombari. La cintura specialistica da pesista ha due scopi fondamentali:

  • Scaricare parte delle forze gravanti sulle vertebre lombari, facendo da ponte tra la regione inferiore del dorso ed il bacino;
  • Contenere le pressioni endoaddominali e contribuire alla distribuzione (scarico) delle forze su tutta la fascia addominale.

L’uso della cintura è consigliata solo quando si utilizzano carichi molto pesanti, che agiscono direttamente sulla colonna vertebrale. Nelle altre situazioni è preferibile non enfatizzarne l’utilizzo in quanto non permette di mantenere una contrazione ottimale dei muscoli addominali.

ESERCIZI PER I MUSCOLI ANTERO LATERALI DELL’ADDOME

NOTE TECNICHE GENERALI

La localizzazione del lavoro sui muscoli addominali si ottiene flettendo le cosce sul bacino. In questa posizione i capi di inserzione estrema dei muscoli flessori delle cosce risultano ravvicinati e, quindi, non possono esercitare una efficace azione dinamica. E’ importante rilevare che un eccessivo trofismo e accorciamento del muscolo Psoas Iliaco, a causa della sua inserzione prossimale sulle vertebre lombari, determina una antiversione del bacino e, quindi, una accentuazione della curva vertebrale lombare (iperlordosi).

Inoltre, il movimento di flessione del torace sul bacino e viceversa, deve essere eseguito in modo da avvicinare i due capi estremi di inserzione dei muscoli addominali, quindi il pube e le creste iliache allo sterno. Per ottenere ciò è necessario che il perno del movimento si collochi sulla zona lombare.

Il movimento di torsione, mirato al rafforzamento dei muscoli Obliqui, non deve mai raggiungere la posizione estrema. Questo metterebbe in tensione anomala le fibre esterne e centrali dell’anello fibroso (disco intervertebrale) con conseguente tendenza alla lacerazione delle fibre e un aumento notevole della pressione sul nucleo interno dell’anello che, specialmente se si esegue contemporaneamente anche una flessione, viene spinto pericolosamente all’indietro.

Riduzione della tensione del muscolo Psoas Iliaco

Nella posizione di decubito supino i muscoli flessori della coscia, ed in particolare lo Psoas iliaco, vengono messi in tensione con conseguente accentuazione della lordosi lombare. Flettendo le cosce sul bacino la tensione di questi muscoli si allenta in quanto i capi estremi di inserzione si avvicinano. Va anche considerato che, solo intorno ai 60° di flessione delle cosce, inizia il vero intervento dinamico dei muscoli addominali che fanno ruotare il bacino in retroversione. Questo si evidenzia con la graduale attenuazione della curvatura lombare.

Localizzazione del lavoro sui muscoli addominali nella flessione del torace sul bacino

Il lavoro dinamico dei muscoli addominali termina con il massimo avvicinamento della gabbia toracica alle creste iliache ed al pube. Nella flessione del torace sul bacino si ottiene:

  1. Un lavoro dinamico localizzato dei muscoli addominali, quando la regione lombare rimane a terra e la rotazione avviene intorno alla “cerniera” lombo-sacrale;
  2. Un lavoro statico dei muscoli addominali, se continua la rotazione fino alla posizione da seduto. L’azione dinamica viene proseguita dai muscoli flessori delle cosce sul bacino, soprattutto lo Psoas iliaco e il retto anteriore del quadricipite femorale.

Localizzazione del lavoro sui muscoli addominali nella flessione del bacino sul torace

Anche nella flessione del bacino sul torace, per ottenere un impegno dinamico e localizzato dei muscoli addominali, è necessario sollevare il bacino e avvicinarlo il più possibile al torace, facendo perno sulle vertebre lombari. La posizione permanente di cosce flesse permette di attenuare l’intervento dei muscoli flessori delle cosce, in particolare dello Psoas iliaco.